LE PARTITE DEI CRABS
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CLASSIFICA
TeamPts
Mobyt Ferrara50
Centro Sedia Corno di Rosazzo46
BASKET RIMINI CRABS40
Goldengas Senigallia36
Zepa Marostica34
Acmar Ravenna32
Remet Fossombrone32
Officine Creative Montegranaro32
 PSG Tosoni Villafranca28
 G.S. Riva del Garda28
 Fiorese Bassano24
 Naturino Civitanova22
 Texa Roncade20
 Pallacanestro Rovereto20
GSA Udine18
Vis Spilimbergo18
NEWS - RASSEGNA STAMPA

RS LUNEDì 26/9/2011


- La Voce -

di Gabriele Nanni
RIMINI – Come consiglia il buon Severgnini, spegneremo gli aggettivi, cercheremo di evitare i colpi di sonno verbale e non getteremo le oggettive dal finestrino. Ora siamo pronti a slacciare le metafore di sicurezza e via, eccoci all’inizio del lungo volo della B2, prima tappa contro la Texa Roncade. Considerato che da una parte c’era una squadra con i denti da latte assemblata pochi giorni fa e dall’altra un gruppo rodato insieme dall’anno prima, è andata più che bene. Anzi i Crabs sono rimasti in partita fino almeno cinque minuti dalla fine e si sono negati un finale punto a punto solo per la mancanza di malizia, di chili sotto canestro e di giocatori in forma (Bruni ha tirato da far paura a Dario Argento, 1/13). Ieri erano presenti circa 700 spettatori sulle tribune del 105 Stadium (ingresso gratis) e gran parte di questi il Basket Rimini in B2 non l’aveva mai visto per motivi anagrafici, perché si parla di metà anni 70, di baffoni memorabili, calzettoni fino alle ginocchia e la polvere dell’ex Teatro Galli. Però quando l’arbitro alza la palla a due tutto scompare; quella che vai a seguire alla fin fine è niente più che una partita di basket, magari con un qualcosa che fa “atmosfera” e che in A2 non vedevi, come il buon Calegari in campo con il numero scritto a pennarello sulla maglia, o la totale mancanza di sponsor a bordocampo e morbidoni davanti alle panchine. Comunque Rimini c’è, in tribuna viene esposto uno striscione next generation (“Meglio la B2 che la PS3”), mentre in campo ci danno dentro i giovanotti, anche se non è proprio il più grande spettacolo dopo il Big Bang. Manca Caceres nei Crabs (scontava una vecchia squalifica), in difesa si tiene bene e quando si può si vola in contropiede. Quando non si può ci pensa Pablo Filloy a bombardare. E’ ancora l’argentino a dare due insperati +8 ai biancorossi (22-14 e 24-16), con Squeo che aspira rimbalzi come un Termozeta (9 all’intervallo). All’intervallo le statistiche da bassifondi ci sono tutte (26-25 il punteggio, percentuali di tiro al 30%), ma c’è anche un bello squilibrio ai liberi (1/3 per Rimini, 10/17 per Roncade). C’è anche un’asfissia in corso che porta i Crabs a segnare solo due punti in sei minuti a cavallo tra il 2° e il 3° quarto, e qui Roncade inizia a dare i primi strappi con Carniato (27-35), anche se la truppa di Ambrassa riesce a risalire fino al 35 pari. Sarà questo l’ultimo contatto tra le due squadre. Dal nulla spunta Delle Monache, si traveste da Kareem Abdul Jabbar, scaraventa un paio di ganci al tabellone e scava un solchetto (35-42). L’ottimo Amadori ricuce (38-42) e nei primi 5’ dell’ultimo quarto i Crabs sono ancora lì in partita (43-49) nonostante le eccessive forzature di Bruni (pure 6 perse). Il primo castigo arriva da una catapulta dai 6 metri di Capelli (41-49), poi un cesto di Lorenzetto e un 2/2 ai liberi ancora di Capelli porta lo svantaggio in doppia cifra, fino al -12 del 43-55. Insomma, una bella sconfitta e tutto sommato ‘sta B2 non è poi così male.

di Andrea Frambosi
RIMINI - Coach Ambrassa, fiero e a testa alta in sala stampa, ci fa subito notare come detto precedentemente che questa partita in realtà era il ‘5°allenamento’. “Si è già visto qualcosa di buono: la voglia di costruire una stagione e gli atteggiamenti dei ragazzi sono quelli di chi ha si prefigge di creare qualcosa insieme. Siamo stati in partita per 30-35 minuti  - chiosa il coach -, abbiamo giocato alla pari, ma alla fine si è visto chi lavora insieme da tempo perchè la palla andava dove volevano loro. Quindi alla lunga per maggior tonicità e per nostre normali carenze tattiche, hanno prevalsi loro. Comunque ci tengo a dire che non era così scontato giocare una partita così: ad un certo punto abbiamo fatto anche tanta confusione ma è normale visto che non ci conosciamo ancora e visto che la pressione e stanchezza continuavano a salire”. Quando a Fabrizio viene fatto notare di avere forse insistito troppo con Bruni, che palesemente non era in partita (1/13 dal campo...), subito controbatte dicendo di non insistere con un giocatore ma con un concetto di collettivo. “In quel preciso momento era importante che Giovanni capisse la squadra: chiaramente fare le cose con l’acido lattico negli occhi non è semplice. probabilmente se avessimo trovato una squadra meno rodata e unita magari sarebbe finita in maniera differente. Sono contento dell’impatto del pubblico che ha sentito ed ha capito, ci ha incitato e inoltre si è fatto sentire: devo dire davvero super. La cosa migliore della serata? Sicuramente la nostra reazione quando siamo stati ripresi la prima volta: è già un’inizio di grande mentalità e non era per nulla una cosa scontata”.


- Corriere Romagna -

di Fabrizio Barbiani
RIMINI. “Meglio la B2 che la Ps3”, titolano i ragazzi della curva, come a dire che  piuttosto che rimanere a casa Rimini e la sua gente ingoieranno di buon grado l’amaro boccone di questo ridimensionamento. Un basket pane e salame quello della Dnb, basti pensare che i 120 chili del buon Calegari entrano in campo con il numero trascritto a penna. Ed è solo uno dei segnali di lavoro in corso che caratterizzano il nuovo progetto dei granchi. Che però piace al pubblico, accorso al 105 Stadium in buona quantità e con la voglia di battere le mani ai ragazzi di coach Fabrizio Ambrassa: 5-600 persone sugli spalti, quasi 100 magliette (“Crabs in B2, io c’ero”) vendute all’ingresso, complessivamente insomma meglio delle previsioni.
La partita? Vince Roncade, com’era peraltro ampiamente prevedibile. Ma Rimini conduce e sta in partita per trenta minuti abbondanti. Ambrassa e i suoi si mordono anzi le mani perché con una gestione più accorta portare a casa il referto rosa non sarebbe stato impossibile. L’assenza di Caceres è il vero ago della bilancia: là sotto i biancorossi sono teneri come il famoso tonno e per la Texa c’è quasi sempre una seconda opportunità di tiro. Rimini ha voglia di bagnare l’esordio con una vittoria e trova in Amadori il più ispirato interprete: il giovane esterno segna in entrata e poi imbuca la tripla che porta i padroni di casa sul 10-5 del minuto 6’. A metà secondo quarto, poi, Filloy sigla il massimo vantaggio di casa (22-14 al 13’ dopo la tripla dell’argentino). E’ Carniato, nel momento del bisogno, ad indicare la rotta ai compagni: con le giocate del lungo la Texa risale la corrente (26-25 al 19’) e sorpassa subito dopo l’intervallo. Da quel momento sarà una trionfale  cavalcata per Barbato e compagni. Rimini, comunque, vende cara la pelle e pur essendosi radunata sostanzialmente una settimana fa risponde al +6 ospite (27-33 al 23’, complice il 2+1 di Vettori) con Gasparin, Calegari e Bruni. Sulla doppietta ai liberi di Amadori il palasport s’infiamma e c’è nuovamente la parità (36-36 al 26’). Ma Rimini può reggere una spallata e non la seconda e così le sferzate di Barbato (tripla) e Delle Monache, quattro punti in fila, scavando un solco di sette punti (35-42 al 29’). Squeo prova a risvegliare i padroni di casa (40-44 al 31’), poi è ancora Carniato show (41-49 al 34’) prima che Lorenzetto e soprattutto Capelli mettano il sigillo alla vittoria
ospite.
Bene Amadori, Squeo e Gasparin mentre Bruni è apparso nettamente indietro di condizione incaponendosi al tiro con pessimi risultati (1/13). Ambrassa avrebbe certamente dovuto toglierlo prima che combinasse troppi danni.



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