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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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RS MARTEDì 4/10/2011
- Il Nuovo Quotidiano -
di Loriano Zannoni RIMINI - È già arrivata a inizio ottobre la prima vittoria per i nuovi Crabs. Già alla seconda giornata, in casa di una Montegranaro che sulla carta non è certo tra quelle che dovrebbero finire in basso. Impresa o semplice e logico successo di una squadra superiore? A mente fredda, Giovanni Bruni prova ad analizzare il successo: “Impresa magari no, ma ci rendiamo comunque conto che si tratta di un successo sudato e preziosissimo - dichiara la guardia ex Anagni -. Con solo dieci giorni di lavoro nelle gambe, riuscire a vincere in trasferta a Montegranaro ha molto valore”. L’attacco lo si allena, lo si mette a punto col passare del- le settimane. Gli schemi si collaudano col tempo e per una condizione fisica decente ci vogliono giorni e giorni di lavoro. Per la difesa è di- verso, servono soprattutto cuore e carattere. I Crabs, do-po una prima giornata nella quale hanno concesso poco a Roncade (57 punti), si sono ripetuti domenica nelle Marche, non consentendo nulla alla Supernova nei primi minuti (2 in 7’) e finendo col la- sciare solo 58 punti agli avversari. “Anche nella partita in casa difensivamente siamo andati molto bene - ricorda Bruni -. Dispiace per la sconfitta, se in quella occasione io avessi messo a segno qualche canestro in più magari l’avremmo spuntata. Ricordiamo anche che mancava uno come Caceres. Bene anche con Montegranaro, già dall’inizio l’intensità è stata buona e si è visto col punteggio a tabellone”. Nel quarto periodo poi i Crabs hanno infilato il canestro con molta più continuità rispetto a prima. “Passati meglio la palla grazie alla volontà e all’aiuto di tutti. Ci siamo messi nelle condizioni di far bene, è stato un lavoro di squadra”. Lo stesso Bruni ha disputato una prova eccellente, finendo con 2/2 da due, 3/7 da tre e 17 punti. “Spero sia solo l’inizio, ma anche ieri ho fatto degli errori. Sono contento di essere a Rimini, è una piazza importante per il basket italiano e ho subito avuto una buona impressione della qualità del progetto e delle persone che ne fanno parte. Gli obiettivi? Siamo consapevoli che sarà dura, in Dnb ci sono un sacco di squadre attrezzate. Noi vogliamo fare il meglio possibile, ogni giorno di lavoro sarà utile per migliorarci. Non abbiamo idea di cosa ne verrà fuori, sicura- mente abbiamo tanta voglia”.
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- La Voce -
di Andrea Frambosi RIMINI - Sulla prima vittoria stagionale dei Crabs ‘versione 2.0’ c’e marchiata a fuoco l’impronta di Giovanni Bruni, playmaker toscano di Pontedera classe 1981: è stato lui, il killer della Supernova Montegranaro, coi Granchi che espugnando la mitica ‘Bombonera’ si sono anche rifatti del ko all’esordio con Roncade. “E’ stata una vittoria importantissima ed è una grande iniezione di fiducia per il futuro, sicuramente il primo mattone di un campionato difficile e ostico che si preannuncia molto equilibrato - attacca ‘Giova’, maglia numero 11 -. L’ importante è mettere fieno in cascina ora che siamo più indietro degli altri a livello di preparazione, e questa vittoria in trasferta su un campo molto caldo ci dà tantissimo morale”. Un tipo tosto con le idee molto chiare, il ragazzo toscano, che sa benissimo il suo valore e quello che gli viene richiesto. “Ho visto che qualcuno dopo la gara d’esordio con Roncade aveva criticato le mie scelte di tiro, ma per esperienza vi dico che se non le avessi fatte le critiche sarebbero giunte ugualmente - conferma la sua personalità l’ex Anagni -. Ho esperienza e le responsabilità me le prendo, questo serve a rendere le cose chiare così come tutto quello faccio è volto al bene della squadra: io sono appunto a servizio dei compagni e del coach. Dal primo momento che sono arrivato mi sono imposto di fare così”. Come tutti i ragazzi umili, però, dopo una gara condita da 17 punti, 4 rimbalzi, 3 recuperi, 5 falli subiti e 20 di valutazione, ecco che Bruni parla delle palle perse (5, ndc). “E’ un dato che proprio non mi piace, seppure io sia consapevole del fatto che nella fase iniziale di campionato l’attacco necessita di tempo per essere costruito e quindi l’eccesso di altruismo, la ricerca dell’assist o il voler mettere un altro compagno in ritmo possono comportare delle perse. L’attacco si allena, la difesa invece o ce l’hai nel dna oppure no, e noi con grande merito abbiamo sempre concesso meno di 60 punti all’avversario”.
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- Il Resto del Carlino -
di Alberto Crescentini
AL DEBUTTO contro Roncade, nel turno che curiosamente era caduto nel giorno del suo trentesimo compleanno, Giovanni Bruni (foto) non aveva certo brillato, anzi aveva proprio ammaccato i ferri con un 1/13 al tiro 'figlio' di parecchie forzature. Tempo una settimana ed ecco che lo stesso giocatore diventa uno dei principali artefici nel blitz dei Crabs nella tana del Montegranaro. Per il play-guardia 17 punti a referto con 2/2 da due, 3/7 da tre e 4/4 ai liberi: 'roba' sostanziosa, insomma, che ha favorito l'inaspettato raid dei biancorossi nelle Marche. <Non so quanto inatteso, noi ci credevamo – attacca Bruni, il cui spiccato accento toscano racconta i natali a Pontedera, nel 'pisano' –. Già con Roncade avremmo potuto vincere, magari fosse entrata solo qualche mia conclusione... Questa volta sono riuscito a mettermi in partita, al tiro sono andato meglio e alla fine l'abbiamo portata a casa>, semplifica le cose Giovanni, che è cresciuto nelle giovanili della sua città, in quella Zetagas Pontedera che nei primi anni settanta era una storica rivale dell'allora Libertas Rimini in serie C. La carriera l'ha condotto poi a Cecina, Castel Fiorentino, Sezze, Brindisi, ancora Cecina, Ferentino, Firenze e, nell'ultimo triennio, Anagni, dov'era peraltro compagno di squadra del 'gaucho' Caceres. Stagioni passate sopratutto in B1 e B2, categorie che l'hanno visto protagonista. <Nel primo anno ad Anagni, in B2, viaggiavo sui 20 punti a gara sfiorando il 40% da tre>, rivela il neo granchio, che fa poi chiarezza sul suo ruolo. <FACCIO sempre quello che serve alla squadra, sia ben chiaro, ma se devo scegliere preferisco giocare da play>, puntualizza Bruni, che non esita mai quando può mettere a fuoco il canestro. <Non le considero però forzature, sono le conclusioni che mi sono sempre preso>, precisa il giocatore, se vogliamo un pisano atipico, poiché uno dei suoi migliori amici, nonché cestista di riferimento, è un 'odiato' livornese che ora vive a Rimini: Bonaccorsi. <Già, è così... A proposito: siccome sono qui a casa, mi devo ricordare di comprargli 'Il Vernacoliere' (periodico satirico toscano che esaspera la rivalità tra Pisa e Livorno, ndr), Claudio me l'ha chiesto espressamente>.
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