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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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VENERDì 31 OTTOBRE 2008
RS - Il Resto del Carlino -
di ALBERTO CRESCENTINI RIMINI
— ANCHE la sua ‘mano’, nel gelo offensivo di Masnago, è rimasta in
freezer, con quel 2/8 dal campo migliorabile. Ma contro i varesini,
German Scarone la pagnotta se l’è guadagnata in difesa, questo grazie a
un eccellente lavoro sul temutissimo Childress, messo nelle condizioni
di non incidere sul match, lui al solito determinante. «Mi ero
preparato bene mentalmente – rivela il capitano dei Crabs
–. Ho cercato di non farlo ragionare e credo di esserci riuscito.
Questo lavoro mi ha soddisfatto, lo ammetto: poi, al pari dei compagni,
non ho fatto canestro. Ma queste sono cose che possono succedere…», si
fa fatalista il gaucho. Certo che passare in una settimana dai 99 punti
con Pavia ai 47 contro la Cimberio è un bel salto mortale all’indietro:
ma cos’è cambiato, oltre agli avversari? «Semplice, la giornata al tiro
– risponde il play italo argentino –. A caldo ero più preoccupato,
quindi, rivedendo la partita in video, ho potuto constatare come la
qualità delle conclusioni fosse buona, le scelte non erano state male.
Però non l’abbiamo messa. Peccato, perché in difesa le cose hanno
funzionato, tenere Varese a 61 punti non è proprio ordinaria
amministrazione. Insomma, la mentalità è stata quella giusta e da lì
dovremo ripartire, a cominciare dalla sfida con Sassari», inquadra
l’obiettivo German. DIETRO l’angolo si staglia già la sagoma del
Banco Sardegna, ospite domenica sera al 105 Stadium. Una formazione che
viene da uno scivolone casalingo con Scafati. «E proprio per questo
saranno anche loro smaniosi di centrare una vittoria, perdere davanti
al pubblico amico brucia – è sempre Scarone che parla –. Come ho detto,
la difesa dovrà essere il nostro punto di partenza. Poi verranno anche
i canestri. D’altronde siamo una squadra un po’ camaleontica, capace di
grosse trasformazioni. Una squadra che può ancora migliorare tanto». Arriva
Sassari e nel reparto ‘piccoli’ rispunta Trent Whiting, la guardia in
moto perpetuo che fu suo compagno a Rimini torneo 05/06. Una
coesistenza tecnica, la vostra, non semplice. «Ci risiamo, rispunta
fuori il solito, vecchio discorso. Si perde qualche partita e le colpe
sono mie. Mah… - sospira il play –. Whiting gioca con grande agonismo e
segna sempre tanto. Dovremo essere aggressivi, attenti», suggerisce
German, che potrebbe prendersi cura proprio di Trent oppure dell’ala
Dordei, più prestante fisicamente. Più problematico, invece,
l’accoppiamento con Rowe, regista tascabile (e veloce) di 178 cm. IN
QUESTO primo scorcio di stagione il capitano dei granchi è rimasto sul
parquet quasi 31’ a gara, ben 7 in più rispetto alla scorsa regular
season. Ma passano davvero gli anni?
- La Voce di Romagna -
di Matteo Peppucci
RIMINI – Una sorta di bivio. Per entrambe lo è, visto che i Crabs
devono svoltare assolutamente dopo le magre di Varese, possibilmente
sfruttando il calendario più accessibile del prossimo mese, mentre
Sassari viaggia a 4 punti con 3 partite casalinghe, un bottino che non
può soddisfare l’eterno perfezionista Demis Cavina. Due squadre che per
certi versi si assomigliano, visto che nascono e puntano forte
sull’entusiasmo, la difesa di squadra e le transizioni fulminanti,
anche se il Banco rispetto all’anno scorso ha mantenuto l’intelaiatura
di massima mentre Rimini ha radicalmente cambiato assetto. Rimini forse
ha più talento complessivo, ma quasi tutte le voci offensive premiano
il Banco, che soccombe solo alla voce recuperi. Regia Per sostituire l’affidabile Darby, Sassari ha optato su un
altro play Usa esperto, il 30enne furetto Jason Rowe, proveniente dal
Paok e con trascorsi anche a Livorno in A1. Velocissimo e con la mano
vellutata (17 punti, il 44.4% da tre il 92.3 ai liberi e ben 5 assist a
match), è lui il primo da spegnere, e allora la sfida nella sfida con
Goss e Scarone sa già di prima chiave della contesa. Il suo sostituto – ma possono coesistere – è il 20enne enfant du
pais Massimo Chessa, finalmente un fattore per i suoi colori: in 16.5’
ad allacciata, viaggia sugli 8.8 punti di media con un notevole 50%
nelle triple. Va attaccato e pressato, perché se prende slancio sono
dolori. Mauro Pinton è avvisato, l’ora della verità è arrivata. Esterni In casa sassarese sono di fatto gli stessi dell’anno
scorso, tutti confermati a furor di popolo: Trent Whiting a Rimini lo
conoscono tutti, e assieme a Zanus Fortes forma la coppia di ex – uno
per parte – della partita. Il mormone fin qui è andato a sprazzi (13.3
punti, 4.2 rimbalzi, 4 recuperi), e quell’inusuale 1/14 da tre prima o
poi salirà fisiologicamente. Scarone (o McCray?) su di lui, mentre
l’accoppiamento a parti invertite potrebbe creare un mis match
favorevole ai Granchi, perché Trent non è propriamente un mastino. In posizione di “3” agisce Gigi Dordei (8 punti, 4.8 rimbalzi, il
70% da due), bestia nera ufficiale di casa Crabs: dai tempi di Pesaro
ha sempre malmenato i biancorossi, per la sua atipicità difficile da
disinnescare. Cavina potrebbe anche far partire il suo mastino
designato, Giacomo DeVecchi (fin qui 1/13 al tiro), su Goss o McCray. E
poi c’è sempre Franko Bushati (7.5 punti, il 53.8% da tre), uno che
l’anno scorso fece il fenomeno da queste parti. Lunghi Qui si fa la partita, probabilmente. Perché la coppia di
lunghi del Banco è solida ed espertissima: Manuel Vanuzzo, 33enne
capitano coraggioso sempre in grado di leggere al meglio le situazioni
di gara (10 punti, 31.8% da tre, 5.2 rimbalzi), si muove per tutto il
fronte, mentre resta fermo li nel mezzo a fare ombra l’ex imolese Peter
Ezugwu (11 punti, 7.5 rimbalzi), l’uomo coi bicipiti da culturista che
inscenerà la gara delle stoppate contro Kesicki. Un consiglio per il
giovane Tomasz? Spedirlo in lunetta, visto che tira con un
agghiacciante 36.4%. Da dietro, si ritaglia spazio un altro ex Aget,
Andrea Iannilli (4 punti e 3.5 rimbalzi in 13’ a gara), mentre vede
poco il parquet l’ex modenese Francesco Amoni. L’idea di massima è che
i Crabs possano prevalere, ma ci sarà da sudare. E soprattutto ci vorrà
un Sandro De Pol più preciso.
RIMINI (ma.pep) – Fino alla scorsa stagione, Rimini
era una sorta di “luogo maledetto” per il Banco Sardegna. I sardi
infatti non avevano mai, dall’approdo in serie A2 sul finire degli anni
’80, espugnato la Romagna biancorossa. Quel 91-99 del febbraio
scorso, con Franko Bushati scatenato (26 per l’italo albanese che
nell’estate 2007 fu ad un passo dai Granchi), rimane perciò l’unico
exploit sassarese da queste parti, almeno a livello di serie A. Tabù
Un tabù spezzato che ha visto, dalla stagione 1989-90 a quella 2006-07,
prevalere i Crabs per ben 13 volte consecutive, prima al Flaminio e poi
al 105 Stadium, prima del recente ko. In totale, considerando tutti i
match di A2 e LegaDue disputati tra le due franchigie (gli isolani non
sono mai stati in A1), i Crabs conducono per 19-7, col parziale di 7-4
se prendiamo come riferimento la sola LegaDue. I due club vantano un
solo incrocio nei playoff di A2 del 1994-95, quello della Teamsystem di
Carlton Myers che poi perse la finale promozione contro Forlì: fu un
secco 3-0 per Emanuel Davis e soci. Sfide recenti La stagione
scorsa è anche l’unica nella quale i Crabs persero due match su due
contro il Banco: se del ritorno abbiamo già parlato, all’andata Rimini
perse in Sardegna per 85-76 (21 per l’ex Whiting, 16 a testa per Thomas
e Bell). Nella stagione precedente, quella della promozione sfiorata,
fu doppietta biancorossa, coi sardi seppelliti sia all’andata (101-62
al Flaminio, 24 di Pickett) che al ritorno, in uno dei posticipi tv più
belli degli ultimi anni per i Granchi (72-90, Pickett 23 e Thomas 21). Sia
nel 2005/06 che nel 2004/05, le due contendenti si divisero la posta
con il fattore campo a farla da padrone: Sassari si impose
rispettivamente 112-82 e 95-88, i Crabs risposero, anno dopo anno, per
77-73 e 110-81. Nella prima stagione del Banco in LegaDue
(2003/04), invece, fu tripletta biancorossa, con i match di regular
season tirati fino allo spasimo e vinti sempre all’ultimo secondo dai
biancorossi: 69-68 all’andata al Flaminio (Gabini 17, Arthur Lee, altro
ex, a quota 19), 72-73 nel ritorno di Sassari (Carrizo, ora a Venezia,
19, Monroe 25). Il terzo incrocio andò in scena nella famigerata fase
ad orologio, ormai morta e sepolta: vinse ancora Rimini, stavolta più
nettamente (99-87), con la coppia argentina Labaque (21) e Gabini (21)
a fare la differenza.
RIMINI (ma.pep) – La Lega Basket serie
A, la LegaDue, la Lega Nazionale Pallacanestro e la Lega Basket
femminile hanno sottoscritto, nei giorni scorsi, un accordo per
determinare candidature e programmi che consentano una maggiore
rappresentatività attraverso un maggior peso politico.
Il tutto, in previsione delle elezioni per il rinnovo del
Consiglio federale Fip e del presidente federale, e soprattutto per
dare vita al profondo rinnovamento che per forza di cose è necessario
se si vuole uscire dalla profonda crisi, politica e tecnica, in qui
attualmente versa la pallacanestro italiana.
Considerato che i presidenti delle leghe, nel corso dell’incontro
del 14 ottobre scorso, hanno concordemente convenuto l’opportunità di
siglare un accordo che definisca gli obiettivi comuni per dare
concretezza ad un soggetto politico condiviso che possa attivamente
partecipare ad un confronto elettorale, le leghe si impegnano ad
individuare un candidato comune alla carica di Presidente della Fip
qualora il confronto con le altre componenti non facesse individuare un
candidato ritenuto garante di ogni componente; a coordinare la presenza
dei propri rappresentanti nei Comitati e Settori della Fip; a
promuovere una serie di incontri comuni decentrati sul territorio per
raccogliere gli orientamenti delle società rappresentate in tema di
contenuti programmatici.
Inoltre, è in programma la redazione di un programma comune che
contenga gli elementi per determinare una gestione della Fip con
criteri di managerialità, la definizione di maggiori ambiti di
autonomia delle leghe e l’individuazione di una riforma globale dei
campionati attraverso la quale trovare le risposte gestionali e di
sviluppo indispensabili in questo momento di crisi.
- Corriere Romagna -
di Fabrizio Barbiani RIMINI. Roster molto profondo quello che può
mettere in mostra il Banco di Sardegna Sassari, avversario domenicale
del Basket Rimini nel posticipo delle 20. Gli isolani, 2-2 il bilancio
sinora, hanno un quintetto di tutto rispetto ed una panchina nella
quale spiccano qualità e quantità. Alla Dinamo è mancata un pizzico di continuità, così come
c'è da dire che la stella Trent Whiting non ha reso al meglio. I
duelli. Goss-Rowe. 17 punti, 4.8 assist con percentuali eccellenti (62%
dalla media, 44% dalla lunga, 92% dalla lunetta) non gli valgono ancora
la promozione. Perché nell'arco della stessa partita va in modalità
interruttore, accendendosi a tratti. Dall'altra parte della luna il
discorso è similare, visto che Goss alterna momenti di grande qualità e
lucidità ad altri di contumacia. Pronostico facile: chi è più lineare
vince. Scarone-Whiting. Ex compagni a confronto, per la gioia di chi
mormorava che i due non andassero d'amore e d'accordo sotto la gestione
Paolo Rossi. Non al top il mormone, che viaggia a scartamento ridotto
per qualche acciacco fisico, in ripresa il capitano dei granchi che
dopo la gran prova di Varese cercherà di ripetersi contro un'altro
fromboliere di primissima qualità. McCray-De Vecehi. Mastino scelto di Cavina, De Vecchi sarà indubbiamente in missione su Chris con il
compito di sfiancarlo e sporcargli le medie. De Vecchi per ora è solo
difesa (1/13 dal campo in 4 match) ma storicamente ha sempre saputo
colpire con precisione dalla distanza. Per McCray un bell'esame, anche
se in casa non ha mai deluso chi lo attendeva al varco (25 con Jesi, 21
con Pavia). Rinaldi-Vanuzzo. Terzo anno nell'isola per l'ex nazionale,
uno che si sta dimostrando decisivo. Quando va in doppia cifra, regala
cioè quella pericolosità che Ezugwu non può fisioligicamente avere,
Sassari vince. Se rimane sotto la doppia cifra, invece, il Banco di
Sardegna è 0-2. Tommy è il più in forma e solido in casa Crabs, può
prevalere a patto di mettere la partita sui binari della giusta
aggressività. Kesicki-Ezugwy. Gli opposti che si dovranno per forza di
cosa attrarre. In Legadue è difficile trovare due centri più
antitetici, solido e quasi sottodimensionato il nigeriano, tecnico e
lungo fino allo sfinimento il polacco. Scommettiamo che saranno i falli
a decidere chi si prenderà l'area colorata? Panchina. Alternative
eccellenti quelle che siedono sulla panca sassarese. Si parte con
l'enfant prodige Massimo Chessa, che contro Veroli ne ha messi 20 (con
6/9 da tre). Il Flaminio ricorda bene la mano infuocata di Franko
Bushati, italo-albanese con grande propensione offensiva. L'anno
scorso fu il giustiziere dei granchi con 26 punti. Altra bestia nera
biancorossa è Gigi Dordei, un "3"-"4" buono come il pane per abbassare
i quintetti e tentare di andare in campo aperto come consuetudine di
questo torneo.
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