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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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RS MARTEDì 25/10/2011
- La Voce -
di Andrea Frambosi RIMINI - Il grido di battaglia del guerriero Ricky si è sferrato a fine partita, al termine di una lotta cruenta di gambe e di nervi che ha visto i granchi prevalere su una tostissima Tosoni Villafranca. Parole volte a caricare con il microfono a tutto volume il già gasato pubblico, e destare attenzione su quello che sta accadendo, su una storia che ha appena iniziato a riscriversi. Lo stanno ‘dettando’ questi ragazzi e questo coach insieme ad una giovane società tutta cuore e spregiudicatezza che sta facendo breccia nel cuori dei tifosi. ATTRIBUTI E DIALETTICA Teniamocelo stretto, questo ragazzo riminese di 26 anni che parla davvero come un veterano, che ha l’intelligenza di un coach e una proprietà di linguaggio non comune per un giocatore di basket (e non per via del luogo comune): riuscire ad analizzare con freddezza situazioni tecnico-tattiche in sala stampa in poco più di un minuto è un qualcosa che ha lasciato tutto l’ambiente piacevolmente sorpreso. Ci troviamo di fronte ad un giocatore con gli attributi non solo a parole ma anche a fatti e soprattutto di fronte ad uno che non molla mai, e se anche ogni tanto va fuori giri, pazienza, lo fa perché davvero non si risparmia mai. E la squadra, con lui in campo, sembra trovare un’identità difensiva maggiore. ESSERE RIMINI “Si sente il senso di essere Rimini - attacca Ricky - ed è davvero una cosa forte, in 7 su 10 abbiamo fatto le giovanili qui e questo fa orgoglio e passione. Giocare poi al Flaminio davanti a questo pubblico è il massimo, qui la gente pare anche di più di quella che è (superate le 1.000 presenze, ndc): sembravano 2000, e speriamo che contro Ferrara nel derby ce ne siano ancora di più”. Tornando alle questioni tattiche, dopo un avvio difficile, con la Tosoni a crivellare la retina biancorossa fino al +9, ecco i Crabs da rimonta, bravi a restare li per poi venir fuori alla distanza. “Abbiamo pagato l’emozione - racconta il playmaker -, ma poi ci siamo guardati in faccia e abbiamo capito che non era la nostra difesa, abbiamo stretto le maglie e alzato la voce, ad esempio Ferrari, fino a quel momento illegale, non ha più visto la palla. Dall’entusiasmo che abbiamo dietro nasce tutto il resto, come le bombe, gli assist, le transizioni e tante situazioni di gioco. Continuiamo così in fiducia e andremo lontano anche se arriveranno le difficoltà e forse ci saranno dei passaggi a vuoto. Ma la strada è quella giusta”. ________________________________
- Il Nuovo Quotidiano -
di Loriano Zannoni Di sicuro a Riccardo Silvestrini non mancano carica ed entusiasmo. Gli stessi stati d’animo che lo hanno spinto alla fine della partita con Villafranca ad andare al microfono e a chiamare a raccolta i tifosi per il derby di domenica al Flaminio contro Ferrara. Di mezzo ci sarebbe anche l’infrasettimanale di Riva del Garda (giovedì sera), ma i Crabs che volano guardano avanti. Carica estrema e anche orgoglio che fatica a essere contenuto, come quando Silvestrini tira in ballo i cugini che stanno una serie più in alto: “Mi sono stufato di leggere in giro di miracolo Santarcangelo, di quello che hanno fatto gli Angels - attacca il play biancorosso -. Noi siamo una squadra formata per sette decimi da giocatori usciti dal vivaio e il miracolo siamo noi. Nessuno avrebbe scommesso un euro su questa striscia di vittorie e invece... Ripeto, il miracolo siamo noi”. C’entra poco il paragone? Giudizio al pubblico. I dati di fatto, al di là delle liti che sembravano sedate e dei fuochi di polemica che le dirigenze intendono spegnere alla nascita, rimangono comunque sempre quelli legati al campo. I Crabs domenica hanno patito l’ambiente Flaminio ma poi si sono risollevati. “Con Villafranca la gente ci gasava e noi gasavamo la gente. Domenica giochiamo contro i più forti, una squadra costruita per vincere e che in casa ha un numero di abbonati enorme. Verranno in tanti ed è per questo che ho chiamato il nostro pubblico: non voglio vedere un Ferrara-Rimini, voglio un Rimini-Ferrara”. Determinazione massima per Silvestrini, che anche con Villafranca ha portato un contributo importante . Ordinaria amministrazione i 6 punti, preziosissimi i 4 assist e le 5 palle recuperate. “Dopo i 24 punti subiti nel primo quarto ci siamo detti che quella non era la nostra difesa. Con entusiasmo là dietro riusciamo a produrre qualcosa di buono in attacco. Ogni giorno riusciamo a trovare un protagonista diverso, cominciamo a conoscere i nostri punti di forza”.
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