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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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LUNEDì 3 NOVEMBRE 2008
RS - Corriere Romagna -
di Fabrizio Barbiani C'è qualcosa che non va in questi Crabs. Per carità, la squadra di
Massimo Galli lotta, si sbatte e non è l'atteggiamento a far difetto ai
biancorossi, ma la cronica capacità nel complicarsi la vita, nello
sprecare un vantaggio in doppia cifra, farsi rimontare e non riuscire
più a prendere in mano la partita dal punto di vista emotivo. Succede
anche questo contro il Banco e arriva la quarta sconfitta stagionale, la
seconda tra le mura amiche. E se quella con Jesi poteva anche essere
messa in preventivo, il ko contro gli uomini di Cavina apre una crepa
in questo avvio di stagione oltre a lasciare i biancorossi laggiù in
compagnia di Pavia, l'unica squadra sinora battuta. La storia insegna
che in un torneo così equilibrato come la Legadue la prima regola è non
perdere in casa, perché andare a prendersi i punti in trasfertanon è
affatto semplice. Per fortuna il calendario non fa il tiranno
proponendo ai granchi la possibilità di riscattarsi domenica ancora in
casa con Reggio Emilia e quella seguente nel derby con Imola: due
turni-veritù alla luce dei fatti. L'avvio. Rinaldi e Goss confezionano
la partenza gagliarda dei Crabs, siglando il 6-0 (3') e poi l'11-6. Il
Banco è spento, Rowe e Whìting sono rimasti in albergo e c'è solo
Dordei che prova a sbattersi conquistando rimbalzi in attacco a iosa.
Funziona la verve di Goss, che penetra, scarica e prende tanti falli
innescando pure Kesicki. Così arriva il primo vero break (18-8 al 7')
ma nonostante Sassari tiri il 31 % dal campo e perda sei palloni i
granchi cincischiano senza dare subito la mazzata (20-13 al
10'). Arriva Trent. Il problema è che intanto Whiting trova il modo dì
uscire dalla suite e comincia a viaggiare a un punto al minuto. Con lui
parte anche la carica di Rowe e in un amen Sassari è a contatto (24-21
al 13'). Galli si affida al marine Gurini e si gode la fiammata di
McCray che ribatte a Whiting compilando un 8-0 che sembra già una
mezza sentenza (32-21 al 15') ma è qui che i biancorossi cominciano a
perde la propria gara.Senza il controllo dei tabelloni e le gestione
dei ritmi finiscono in bocca alle mezze transizioni di Cavina e ai
quintetti con quattro piccoli. Whiting si trasforma in squalo, sente
l'odore del sangue e dopo aver propiziato la parità (37-37 al 18')sigla
sul gong il primo sorpasso (42-44). Rinaldi commovente. Ezugwu, presto
panchinaro per due falli, torna a farsi vedere nel terzo periodo
dominando l'area (e Kesicki) e bloccando le velleità di entrare nel
pitturato di Rimini. Rinaldi prova a dare la carica (53-56) ma il Banco
non molla, anzi allunga ancora con la tripla di De Vecchi (55-61 al
27'). E' sempre Tommy a gettare il cuore oltre l'ostacolo impattandoa 65
(32') ma Whiting rimette la freccia dai 6.25 (65-68). Whiting letale. Si
segna col contagocce: Rimini accorcia con McCray (70-71), Whiting
replica (70-74) ma Chris dimezza ancora (72-74 al 38'). Ezugwu pesca la
matta in tap-in (72-76), anche Whiting mette due possessi (74-78). Il
fallo sistematico premia Sassari, Rimini prova l'ultima preghiera con
Gurini senza successo.
di Loriano Zannoni È la sconfitta che più di ogni altra in questo avvio di campionato
scuote l'ambiente Crabs. Con Jesi le attenuanti c'erano, con Casale e
Varese pure. Con Sassari però si attendevano dei granchi diversi,
pronti ad azzannare una serie di quattro partite decisiva in questo
inizio di stagione.«Abbiamo iniziato bene, ma non abbiamo messo sul
tabellone quanto di buono prodotto nel primo quarto - è l'analisi di
Massimo Galli -. Il primo tempo è terminato in sostanziale parità
nonostante il 53-37 di valutazione per noi: loro bravi a concretizzare
ogni minima possibilità, noi meno. Sul -1 nel terzo periodo non abbiamo
sfruttatole occasioni propizie e così il Banco è restato in
vantaggio».Funge da ombrello alle critiche ai suoi giocatori, il coach.
«I ragazzi hanno lottato dando un buon contributo. Certo, bisogna
essere più cinici: in settimana lavoreremo ancora più duro per
migliorare e cercare di vincere già domenica con Reggio Emilia. Siamo
in fondo alla classifica, non è una bella posizione: vogliamo levarci
di lì al più presto. Rinaldi? Sono contento, sta crescendo». Quelli che
col Banco hanno prodotto meno rispetto alle attese sono sicuramente De
Pol e Pinton. «Sandro e Mauro in questo periodo hanno poca fiducia, non
sono tranquilli e sereni maso che possono dare tanto a questa squadra.
Il Banco? Molto bravo a rimbalzo d'attacco all'inizio e sapevamo che
questa sarebbe stata una qualità che dovevamo tenere d'occhio. Abbiamo
perso parecchi rimbalzi lunghi, è vero: in alcuni casi siamo stati poco
attenti, in altri poco precisi nel taglia fuori».Dall'altra parte
ovviamente raggiante Demis Cavina. «Grande vittoria. Forse sarà stata
una mia sensazione, non lo so, sta di fatto che dalla panchina ho visto
una bella partita. Entrambe le formazioni hanno mischiato le carte. La
mia squadra ha giocato con l'intensità difensiva: è stato questo il
fattore decisivo».
- La Voce di Romagna -
di Matteo Peppucci
RIMINI – La colpa? Di tutti, meno che di Giacomo Gurini, costretto
a tirare nel finale una tripla carpiata senza speranze di riuscita. Rimini
perde perché gioca con due uomini in meno (De Pol e Pinton, deleteri),
perché rimane a galla solo con invenzioni personali, perché nel finale
fallisce troppe volte il possibile tiro del sorpasso. Perde anche a
causa dei rimbalzi, e delle motivazioni di un Whiting decisivo. Quel
che conta è che perde, e adesso è, assieme a Pavia, laggiù nel fondo di
una classifica che comincia a scappare via. In principio si corre tanto, ma l’inerzia in avvio è biancorossa
perché l’alternanza uomo – zona di Galli crea qualche grattacapo ai
movimenti sardi sul perimetro: i recuperi biancorossi gasano Phil Goss,
che trova un jump nel deserto più una coppia di liberi per il primo
mini-strappetto del match (18-8 al 9’), mitigato subito da un calo di
concentrazione che costa lo 0-5 isolano con la prima bomba di serata di
Franko Bushati (20-13 al 10’, primi due di McCray). Con Goss e Scarone fuori, Cavina sceglie la zona, e Rimini ci
sbatte contro nei primi due possessi, con perse che innescano le
famigerate triple in transizione della coppia Bushati – Whiting:
Sassari è li (24-21 al 13’), ma ci resta giusto lo spazio di un attimo,
perché Giacomo Gurini entra nella matrice e pittura 8 punti in fila (2
bombe), invitando al parco divertimenti pure McCray, missile e 32-21 in
un nanosecondo. Non c’è continuità, però, e l’elastico pazzo della serata propone
l’immediato 0-8 ospite (gravi colpe di Pinton, purtroppo), con Jason
Rowe e Trent Whiting a dilaniare in transizione un paio di perse
sanguinose dei Granchi, sottomessi e non poco a rimbalzo (32-29 al
15’). Sassari accetta il corri e tira e rientra completamente, mentre
De Pol fa 0/2 ai liberi e causa il caffè con cioccolatino di Vanuzzo:
Rimini concede alla Dinamo tiri aperti piedi per terra e caterve di
rimbalzi offensivi, tanto che l’indiavolato Whiting (13 con 5/9 alla
pausa) guida i suoi al sorpasso nonostante il “C-Mac time “, affondata
sopra al ferro che diverte ma non ‘pesa’ (42-44 al 20’). L’inerzia rimane sassarese, col 4-0 Ezugwu - Whiting che mette
paura al 105 (42-48 al 22’), anche se il mormone trova il modo di
commettere terzo e quarto fallo in un amen: il match si inerpica sul
più classico dei batti e ribatti, ma Rimini fatica tantissimo tenere le
scorribande di Rowe, glaciale se può pensare al da farsi, e si affida
quasi esclusivamente al talento del suo duo Usa. I Crabs soffrono (50-56 al 26’), ma rimangono attaccati con un
paio di recuperi d’oro e le raspate di Scarone e Rinaldi, anestetizzate
però da errori gravi piedi a terra e da altri due liberi buttati a mare
da German, che dal possibile -1 vede Dordei lanciare la bomba del
controllo ospite (55-61 al 39’, 59-63 alla penultima sirena). E’ Chris McCray, nel bene e nel male, l’unico che può ri-girare
l’inerzia, tanto è vero che è lui a pescare 2 acrobazie allucinanti (63
pari al 32’) e poi a commettere un quarto fallo molto dubbio. E’ una guerriglia urbana senza complimenti, che Cavina affronta
ributtando nella mischia Whiting – tripla immediata – e che Rinaldi
interpreta benone, anche se i Crabs sbagliano 3 volte il tiro del
sorpasso, con De Pol a causare più danni della grandine anche da solo e
senza nessuno nei pressi (67-71 al 35’, 3/4 di Ezugwu ai liberi quando
conta). Il match è nella sua decisione, e la bomba dal nulla di McCray
illude tutti quanti: sul 70-71, però, Scarone sbaglia due comode triple
da libero, Whiting invece la mette con le mani in faccia. C-Mac ci
riprova ancora (72-74 a 2’18”), Goss costringe Rowe all’errore ma è
ancora German, a forzare un altro tiro che non va. Whiting percorre
l’autostrada deserta ma poi lascia, con 10” alla fine, il teorico
possesso del pareggio nelle mani riminesi (76-79), che franano assieme
a Gurini e a una palombella che non tocca nemmeno il ferro.
RIMINI (ma.pep) – E’ molto deluso,
Massimo Galli, al termine di una partita cominciata bene, proseguita
male e finita in maniera beffarda, con una Sassari più concreta nei
momenti clou mentre Rimini sbagliava troppe volte il possibile tiro del
cambio di inerzia. “Si, c’è rammarico – dice il coach dei Crabs – soprattutto per
non aver concretizzato quanto creato nel primo tempo, e in particolare
nel primo quarto. Avevamo cominciato bene, toccando anche il +11 (32-12
al 12’), poi un paio di leggerezze proprio sulle transizioni di
Sassari, che sapevamo essere molto pericolosa in campo aperto, ci sono
costate il loro break di 8-0 che ha rimesso in bilico le cose. Vista la
valutazione dei primi 20’ (53-37 Rimini, ndr), avremmo meritato di
chiudere con alcuni punti di vantaggio, invece siamo finiti addirittura
sotto”. Nella ripresa c’è stato un lungo inseguimento, col Banco sempre
sopra e i Crabs li, a soffrire e tentare una svolta che non arrivava
mai. Sul 70-71 a 3’ dalla fine, quei tre tiri da tre – di Scarone –
tutti sul ferro che purtroppo consegnavano il match ai ragazzi di
Cavina. “Non posso rimproverare nulla ai miei in quanto a intensità ed
energia – continua Cedro – e dico che ci manca cinismo e lucidità, e
dobbiamo cercare di trovarli al più presto. I tiri di German? Discutere
le sue scelte mi sembra davvero pretenzioso, ci ha fatto vincere
miriadi di partite per cui mi sembra logico che si prenda certe
responsabilità”. Malissimo, invece, il duo Pinton – De Pol (-6 di valutazione in
coppia), così come ha confermato i suoi progressi Rinaldi e il tandem
Goss – McCray ha tenuto la baracca in piedi nei momenti più difficili.
Peccato che, anche a causa dei troppi rimbalzi offensivi concessi, alla
fine ci si specchi in un ultimo posto in classifica. “Lavoreremo ancora più duramente, se così non basta, perché la
classifica la guardiamo e non ci piace: vogliamo toglierci al più
presto dal fondo. De Pol e Pinton sono in un momento di insicurezza,
nel quale non riescono a dimostrare il loro valore. Sta a me spronarli
e metterli in condizione di farlo. Sono molto contento invece per
Rinaldi, che deve continuare su questa strada e per noi ora è un vero
fattore. Ma il primo a metterci la faccia sono io, e vi garantisco che
faremo di tutto per riprenderci al più presto”.
di Gabriele Nanni
Scarone 4,5. Ormai attira falli (7) con il solo movimento della
testa, ma nell’ultimo quarto ne combina più di Bertoldo. Alley-hoop
moscio (palla persa) in un’azione chiave a 5’ dalla fine, bomba
sbagliata dall’angolo completamente libero sul -1, tripla forzata (sul
ferro) a 90” dalla fine e altra bomba alle ortiche a -12”. Zero su 7 da
tre, fa pure 3/6 in lunetta. Irriconoscibile.
Goss 5. Parte a razzo con 10 punti sui primi 18 della squadra
trascinando Rimini sul +8 nel primo quarto poi dopo la prima sirena
scompare dal campo. Non imposta più azioni, smette di attaccare il
canestro. Folle la tripla sparata sul ferro da almeno 8 metri (perché?)
a 55” dalla fine.
McCray 6,5. Diciotto punti, quasi tutti nell’ultimo quarto dov’è
lui l’unico a cui dare la palla, visto che i Crabs non impostano un
attacco decente che sia uno. E’ lui a segnare la bomba del -1 a 4’15
dalla fine, è lui a sganciare la sospensione del -2 nei momenti caldi.
Perché non dargli a lui l’ultima palla?
Kesicki 4,5. Da prendere e rinchiudere per 6 mesi alle scuole
Panzini con il professor Rinaldi che gli insegna i tagliafuori, i giri
sul piede perno, l’uso del tabellone e gli tira dietro una sedia se
almeno una volta su due non va su a schiacciare con quei due metri e 13
che si ritrova.
Rinaldi 6,5. Fa vedere grandi cose in attacco, quello che gli
vorremmo veder fare ogni volta da uno con la sua mobilità: un fallo più
canestro partendo in palleggio dalla linea da tre e un giro sul piede
perno sulla linea di fondo da far vedere in videocassetta a Kesicki.
Però anche lui sui tagliafuori pecca di morbidezza.
Gurini 6. Protagonista nel secondo quarto con 8 punti in un amen,
poi anche lui rimane imbrigliato nella non organizzazione offensiva dei
Crabs. Gli capita tra le mani la bomba del pareggio che gli esce
forzata e stortissima.
De Pol 4,5. Zero su uno dal campo e un rimbalzo in 15 minuti.
D’accordo che non è più il De Pol di una volta, che l’età farà anche
sentire il suo peso, però qui ci si aspetta molto ma molto di più.
Zanus Fortes 5,5. Dieci minuti, 3 rimbalzi, un po’ di sportellate sotto canestro e nulla di più.
Pinton 5. Otto minuti di Nulla. Il regno di Fantasia è in pericolo.
- Il Resto del Carlino - di ALBERTO CRESCENTINI RIMINI — IL CUORE c’è, ma non basta. I Crabs
gettano orgoglio sul parquet, però la lucidità lascia alquanto a
desiderare, così come troppi uomini girano a vuoto per contrastare un
Banco che rimane fisico, intenso per tutti e 40 i minuti. Perdono, i
granchi, e restano sul fondo in compagnia della sola Pavia, l’unica
avversaria sin qui battuta in questo non semplice avvio di campionato. Si
va subito avanti a piccoli strappi: 6-0 Rimini, 5-0 Sassari, che cerca
con insistenza Ezugwu, non ricevendo però nulla dal centro inglese. Pur
soffrendo a rimbalzo, i Crabs riescono comunque a guadagnare un po’ di
vantaggio e inerzia, con Goss a raccogliere punti (e falli) sia dalla
distanza che in penetrazione. I granchi si affidano intanto a una zona
3-2, ragnatela nella quale il Banco resta invischiato: ma i sardi, che
si aggrappano al solo Dordei, l’unico ‘dentro’ la partita, restano in
scia e poi recuperano con i ripetuti rimbalzi offensivi. A tratti è un
vero e proprio assalto a Fort Apache, con Sassari a tirare 3,
addirittura 4 volte nella stessa azione, mentre coach Galli prova con
la stazza di Zanus al posto del più leggero Kesicki. Nel secondo
periodo Rimini, che vive di folate, piazza un perentorio 8-0 con Gurini
— eccellente il suo impatto — e McCray, ma quel +11 (32-21) evapora in
un amen sulla replica degli isolani. Si sveglia l’ex Whiting, martella
dall’arco Bushati e a 2’17’’ dal riposo è parità (a quota 37). Nei
biancorossi di casa pasticcia Pinton, il controllo dei tabelloni resta
problematico e a metà gara è il Banco a sorridere, grazie soprattutto
ai 13 (!) tiri in più effettuati rispetto ai riminesi. RIPRESA e
ancora stenti per i granchi, che scivolano a -6. La buona notizia, per
la squadra di casa, è che Whiting spende il suo quarto fallo dopo
appena 3’, con relativo ‘soggiorno obbligato’ in panca. La cattiva
notizia, però, è che Rimini resta lo stesso indietro, non recupera. E’
un volitivo Rinaldi a ‘fare’ partita in attacco, mentre le idee sono
confuse. Rimangono comunque in scia, i Crabs, e McCray firma una nuova
parità agli albori del quarto tempo (63-63). Sassari si rigioca Whiting
e il buon Trent ricomincia come aveva lasciato, cioè facendo canestro.
Ancora Rinaldi, con la sua energia, tiene i granchi lì, a contatto. Ma
ormai è un arrembare caotico, di puri nervi. Ancora una tripla di
Whiting mette due possessi tra le squadre (70-74), poi due buone
giocate difensive di Goss fanno ancora sperare Rimini. Scarone non la
mette proprio mai da tre, nemmeno in solitudine, e nelle furibonde
lotte a rimbalzo i biancorossi continuano a faticare. Il Banco
custodisce gelosamente la sua piccola dote, sempre Rinaldi tiene viva
la fiammella con una doppietta ai liberi (74-76, 53’’ al gong). Whiting
— e chi altri? — ricaccia indietro i granchi in entrata, poi è un
susseguirsi di viaggi in lunetta. L’ultimo pallone ce l’ha Rimini, ma
Gurini non può fare altro che provare un improbabile tiro carpiato con
l’uomo addosso. E adesso è finita davvero.
GOSS 5,5. Le cose migliori le condensa
nei primi 20’, quindi scompare un po’ la scena, non riesce a incidere
come potrebbe. Alla fine le sue statistiche non sono affatto male (62%
dal campo, +17 di valutazione), ma nella ripresa, lo ripetiamo, il suo
impatto è stato soffice. SCARONE 5,5. Energia e mestiere, a tratti
lampi di classe che gli appartengono. Ma anche qualche palla gestita
male, un po’ di forzature e quel maledetto tiro dalla distanza che non
ne vuole proprio sapere di entrare. Poi ci sono pure degli (insoliti)
errori ai liberi, dove si tiene appena sul 50%. McCRAY 5,5.
Intermittente più del solito, quando pare finalmente accendersi si
ritrova condizionato dai falli. Una partita luci e ombre, insomma, non
quella presenza continua che sarebbe servita, eccome, per trovare
valide alternative in attacco. Due assist in 32’. RINALDI 7. Il
migliore, senza alcun dubbio. Interpreta la gara nella maniera dovuta,
lotta come un leone, si fa largo nel cuore di un’area dove abbondano i
chilogrammi e l’atleticità, dove i contatti sono tosti. Chiude con un
importante +27 di valutazione (9 i rimbalzi, 5/5 dalla lunetta), è
l’ultimo ad arrendersi. KESICKI 4,5. Impalpabile, regolarmente
sballottato nel pitturato, non riesce neppure a farsi trovare pronto
sugli scarichi. E quella schiacciata che Ezugwu in avvio di ripresa gli
piazza in testa è un brutto segnale a livello emotivo, quindi
dall’inglese si becca un perentorio stoppone. PINTON 4,5. Otto
minuti pieni di incertezze, titubanze nella prima metà, quindi non
‘vede’ quasi più il campo. E’ in chiara sfiducia, urge un recupero
altrimenti le rotazioni sul perimetro diventano un enorme problema. La
sua valutazione è -4, ma è soprattutto la faccia che deve cambiare. GURINI
6,5. Continua il suo campionato in altalena, pimpante in casa e
palliduccio lontano dal 105. Nel suo primo spezzone ‘Guro’ è
travolgente, quando mette assieme in un amen 8 punti e fa volare i Crabs al massimo vantaggio. Nella ripresa sporca un po’ le percentuali, ma non si tira mai indietro. DE
POL 5. In settimana si era allenato poco per qualche acciacco e il
campo, impietoso, ieri ci ha consegnato un ‘Sandrino’ mai in partita
nei suoi 15’. ZANUS FORTES 5,5. Va a smanacciare qualche pallone,
si batte, però soffre al pari dei compagni la fisicità degli isolani a
rimbalzo.
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